Eataly, ovvero il potere delle radici

Viaggiare è essere infedeli. Siatelo senza rimorsi. Dimenticate i vostri amici per degli sconosciuti.

Paul Morand

Il viaggio è scoperta. Mai affermazione fu più vera di questa. È la smania di scoprire che ci spinge a partire, per sperimentare con i cinque sensi tutto ciò che è nuovo, inaspettato, meravigliosamente diverso.

Ma a un certo punto del viaggio, la voglia di avventura s’incrina e lascia affiorare alla superfice un lieve senso di nostalgia. Si fa largo l’irrefrenabile desiderio di sentir parlare la lingua che ci ha cullato amorevolmente fin dal nostro primo vagito, di respirare un’aria conosciuta, che odora di pomodoro e di basilico, o più prosaicamente il bisogno fisico di mettere nello stomaco qualcosa di familiare alza la voce e ci richiama all’ordine.

Eh sì, inutile che facciamo finta di niente, lo sappiamo tutti: ciò che più ci lega alla nostra terra è il cibo.

Ecco quindi che l’italico viaggiatore parte alla ricerca di un pizzico dell’amata patria e spesso si imbatte in pallide imitazioni di quella cucina che ci ha amorevolmente allevati fin da quando abbiamo abbandonato il latte materno a favore di un piatto di pasta, o meglio, di pastina primi mesi.

Non giudicate questo atavico istinto una debolezza; è piuttosto la necessità di riprendere contatto con le nostre radici che, per quanto lontano siamo da casa, sono lì, solide e tenaci, a ricordarci da dove veniamo.

Per quanto io ami Parigi, non faccio certo eccezione. Ogni tanto ho bisogno di leggere sul menù parole conosciute da sempre, che suscitano ricordi piacevoli ed evocano l’immagine della cucina di mia nonna, con i fuochi affollati di pentole fumanti, da cui sfuggono timide volute di vapore, diafane promesse di sicuro appagamento.

A saper cercare, nella Ville Lumière di ortodossi seguaci di mia nonna ce ne sono, eccome. Ma oggi vi vorrei parlare di un gigante dell’italian food, che da qualche mese ha aperto bottega nel Marais, il quartiere più branché di Parigi: Eataly.

Eataly, ingresso

Il 12 aprile scorso Eataly è sbarcato armi e bagagli -e coltelli ben affilati- nella piccola e graziosa rue Saint-Croix-de-la-Bretonnerie, occupando un’intero palazzo con il meglio della gastronomia nostrana.

E se a New-York Eataly si piazza terzo nella classifica dei luoghi più visitati della città, precedendo persino l’autorevole Moma, a Parigi promette già di battere molti record.

Organizzati su tre livelli attorno a una piazza centrale, i 2500mq di Eataly Paris Marais propongono il meglio dell’Italia a tavola: un mercato, con tanto di macelleria, formaggeria, panetteria e frutta e verdura, per portarsi a casa un po’ del Bel Paese; dei corner food dove si mangia “a tema”; dei veri e propri ristoranti per chi ha voglia di fermarsi un po’ più a lungo in questo ambiente luminosissimo dallo stile contemporaneo, che parla italiano tra ottocentesche mura francesi.

Eataly, il mercato

Troverete il Bar Torino, con la sua bellissima terrasse che si apre sulla via; il Caffè & Gelato, dove si può fare colazione con cappuccino e cornetto, ordinare un mocaccino o un gelato dello storico marchio Venchi; La panetteria dove sedersi a fare l’amore con una focaccia romana e una birra artigianale; il Pasta fresca bar per i patiti della sfoglia tirata a mano, dove gli artigiani pastai, degni eredi delle nostre nonne, sono all’opera per deliziarvi con un primo piatto cotto espresso.

Facendo un po’ di fila, potrete godervi il Pasta e Pizza, dove vi commuoverete davanti a una Margherita dal cornicione perfettamente alveolato, eccelso prodotto di una lenta lievitazione, che dura non meno di 72 ore, oppure fare un viaggio indietro nel tempo a cavallo di un piatto di tagliatelle al ragù, che sono buone come quelle della mamma.

Scegliete invece La Piazza, che ha per sottotitolo vino e cucina, per un aperitivo, un pranzo veloce o una degustazione di vino accompagnata da un tagliere di salumi e formaggi.

Riservate un tavolo a L‘Osteria del vino, il ristorante con la “r” maiuscola, per gustare i piatti più famosi della nostra cucina.

Eataly, l'Osteria del vino

Una parte del primo piano è occupata dalla scuola di cucina di Eataly, dedicata ai nostri cugini d’oltralpe e a tutti gli innamorati del buon cibo, che gravitano attorno a Parigi, nella quale, vi confesso, ripongo molte speranze: finalmente il resto del mondo imparerà a cucinare come si deve? Chissà…

Amici, se come sosteneva Fellini “La vita è una combinazione di magia e pasta”, diciamocelo pure senza falsa modestia: noi italiani nasciamo con una marcia in più. Con buona pace dei cugini francesi che, bisogna riconoscerlo, hanno una venerazione per la nostra cucina. Che buongustai!

Eataly, terrasse caffé Torino

E se, in attesa di scoprire Eataly Paris Marais dal vivo, volete intanto dare un’occhiata virtuale, vi basterà cliccare qui!

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