Vite da romanzo: Eugène François Vidocq

Valjean aveva questo di particolare: che, cioè, si sarebbe potuto dire portasse due bisacce, nell’una delle quali teneva i pensieri di un santo, nell’altra celava i temibili istinti di un forzato. Secondo l’occasione, egli frugava nell’una o nell’altra

I Miserabili, Victor Hugo

scala interna del 13, Galerie Vivienne dove abitava Eugène François Vidocq

In questi giorni, sono passata di nuovo dalla Galerie Vivienne alla ricerca di un libro. L’articolo scritto la settimana scorsa, infatti, mi ha fatto pensare a un personaggio molto singolare, che ha abitato per un certo periodo di tempo in un appartamento sopra la galleria, al numero 13.

Al di là della cancellata di ferro, una scala antica conduce agli appartamenti: è molto bella anche se un po’ vissuta, piena di fascino, un vero e proprio tuffo nel passato che fa galoppare l’immaginazione.

L’uomo che viveva qui intorno al 1840, infatti, può a ben diritto essere definito un avventuriero. La sua vita è stata talmente intensa e ricca di colpi di scena da aver ispirato due -ma forse anche di più- grandi scrittori: Victor Hugo e Honoré de Balzac. Il suo nome è Eugène François Vidocq, conosciuto come “il galeotto che diventò ispettore di polizia”.

antica eizione delle memorie di Eugène François Vidocq

Il libro che stavo cercando era proprio quello delle sue memorie, Memoires de Vidocq, chef de la police de sûreté jusqu’en 1827, in una qualche edizione un po’ datata (le edizioni moderne si trovano facilmente, anche on-line). Perciò, quale negozio migliore della libreria di questo passage? Monsier Jousseaume è stato gentilissimo, come al solito, e anche se non ho trovato il libro che faceva per me, ci siamo messi a parlare un po’ di Vidocq e della sua vita da romanzo.

Era figlio di un fornaio di Arras, dove nacque nel 1775. Pare che fin da piccolo fosse un tipo molto turbolento, un attaccabrighe, amante della scherma e dei duelli, e non disdegnava qualche furtarello per incrementare le finanze.

Verso i sedici anni ne combinò una davvero grossa: rubò nel negozio di famiglia. Cacciato di casa, se ne andò a Ostenda: il suo sogno era quello di imbarcarsi per le Americhe. Ma purtroppo fu derubato a sua volta: niente soldi, niente nave. Si arrangiò con lavoretti vari, seguì per un po’ una compagnia di giostrai, ma capì presto che questo genere di vita non faceva per lui. Si arruolò nell’esercito rivoluzionario, combatté a Valmy, ma si stancò anche dell’ambiente militare e disertò.

Cominciò allora una proficua carriera di truffatore tra Parigi e il nord della Francia, finché un giorno fu arrestato per falsificazione di documenti e condannato a otto anni di bagno penale. Era il 1796, Vidocq aveva solo 21 anni.

La storia potrebbe concludersi qui, se non fosse per l’energia straordinaria di quest’uomo, che non si rassegnò al suo destino: tentò più volte la fuga e anche se fu sempre riacciuffato, negli ambienti malavitosi si conquistò fama e rispetto. Nel 1800, finalmente, riuscì a fuggire: aveva venticinque anni. Così giovane, aveva già vissuto una vita intera: ladro, giostraio, disertore, falsario, galeotto, evaso…ma il meglio doveva ancora venire.

Andò a Parigi e si propose alla polizia come informatore. Svolse molto bene il suo lavoro, tant’è che il prefetto di polizia lo mise ufficiosamente alla testa di una “brigata di sicurezza” composta da ex delinquenti che avevano l’ingrato compito di infiltrarsi tra i malavitosi.

Il suo incarico divenne ufficiale solo nel 1819, quando fu graziato. Non tutti, però, vedevano di buon occhio questo ispettore così “speciale” e per due volte fu costretto dai superiori a dare le dimissioni.

Aprì una cartiera a Saint-Mandé e inventò persino un tipo di carta infalsificabile. E chi meglio di un ex falsario? Nel 1828 pubblicò le sue Memorie, che ebbero un grande successo, ma la cartiera fallì, costringendolo a riprendere per qualche mese il suo posto di ispettore, finché fondò un’agenzia investigativa privata, la prima al mondo.

Non si occupava di pedinare mariti infedeli o mogli cleptomani, a quanto pare, ma di questioni legate al commercio. La lista dei suoi nemici si allungò a dismisura.

Monsieur Jousseaume mi ha raccontato la leggenda secondo cui Vidocq conosceva un passaggio segreto che dalla Galerie Vivienne conduceva al vicino Palais Royal: la sua uscita di sicurezza in caso di pericolo.

copertina del fumetto ispirato a Eugène François Vidocq

Morì di colera nel 1857, a ottantuno anni, dopo una vita spericolata al di là di ogni immaginazione, che ispirò a Honoré de Balzac il personaggio di Vautrin, figura cardine de La Comédie Humaine, un galeotto evaso che si nasconde dietro diversi pseudonimi, uno dei quali è, non a caso, Trompe-la-mort, inganna morte, che calza perfettamente con Vidocq l’avventuriero. 

Victor Hugo lo prese a modello per Jean Valjean ne I miserabili, un ex galeotto dalla personalità complessa, per cui sarà difficile, se non impossibile, ricominciare.

Non si contano poi i romanzi, i film, le serie tv e persino i fumetti che hanno raccontato la sua vita. Qualche tempo fa, ho scoperto che c’era un Vidocq anche in Assassin creed “Unity”, videogioco di cui era appassionato mio figlio. Le Poste francesi hanno persino emesso un francobollo Vidocq nel 2003, nell’ambito di una serie intitolata “Vite da romanzo”.

Anche se questa non è certo la storia con la “s” maiuscola, quella che ha deciso le sorti delle nazioni, cambiato i destini del mondo, mi piace pensare, mentre esco dalla libreria, a quell’uomo qualunque, dalla sorte potenzialmente tragica, che ha lottato con le unghie e con i denti per scrivere un finale migliore alla sua di storia, quello stesso uomo che calpestava i medesimi piccoli tasselli di mosaico su cui ora sto camminando io. C’est émouvant, n’est-ce- pas? direbbe il mio libraio con la sua voce pacata. Eh oui, monsieur, c’est bien émouvant!

Qualcuno ha detto che spesso la realtà supera anche la più fervida fantasia e credo proprio che la vita di Eugène François Vidocq ne sia un  perfetto esempio. Non trovate?

One Comment

  1. Pingback: Lo strano caso del punzecchiatore | Frammenti di Parigi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *