La leggendaria poltrona di Molière

Passeggiando dalle parti del Palais Royal, vi sarà capitato di imbattervi nella fontana Molière, maestosa costruzione che si trova all’angolo tra l’omonima via e la rue de Richelieu. Costruita nel 1844 per rimpiazzare un edificio abbattuto proprio di fronte alla casa dove Molière è morto, doveva garantire l’approvvigionamento idrico agli abitanti della zona.

Il progetto originale prevedeva una fontana abbellita da una leggiadra ninfa, ma monsieur François-Joseph Regnier, rappresentante de La Comédie-Française, propose invece di innalzare un monumento alla gloria del grande maestro. Allo scopo fu lanciata una sottoscrizione nazionale, la prima in assoluto per un monumento dedicato a un artista. Sotto la direzione dell’architetto Visconti e del costruttore Vivenel, diversi scultori contribuirono alla realizzazione di quest’opera.

E così vide la luce la fontana che possiamo ammirare ancora oggi e che sicuramente non passa inosservata con il suo portico a colonne di pietra chiara e il frontone scolpito. La figura di Molière, invece, è in bronzo: seduto su di una poltrona, sembra colto nell’atto di comporre una delle sue commedie, lo sguardo perso nel vuoto, quasi a cercare le parole. Ai suoi piedi, una per lato, ci sono due statue che rappresentano l’allegoria della Commedia leggera e quella della Commedia seria. Ciascuna delle due tiene tra le mani una pergamena con l’elenco delle opere del celebre drammaturgo.

Molière

Nonostante l’imponenza, ammetto che la fontana mi piace, non so se per l’innata simpatia che mi suscita questo personaggio dalla vita intensa o se per la curiosa posizione in cui è stata costruita, una parete d’angolo, oppure per tutti i piccoli dettagli, che non sono di certo trascurabili.

Il giorno in cui l’ho vista per la prima volta mi sono chiesta, però, il perché di quel Molière seduto in poltrona. Abituata a vedere i personaggi illustri rappresentati in piedi o tutt’al più a cavallo (certo, molto dipende dallo spazio a disposizione e dal livello del personaggio), mi sembrava una scelta curiosa, più adatta a un faraone egizio o a un imperatore romano.

Molière

C’è da dire che gli autori della fontana sono gli stessi di quella dei Quatre points cardinaux in place Saint Sulpice, costruita nello stesso periodo, dove di persone sedute ce ne sono in abbondanza. Sul momento ho pensato quindi che potesse trattarsi di una moda, o meglio di uno stile dell’epoca. A mio modesto parere, però, qui avrei visto bene un Molière più accademico, in piedi mentre declama qualcuno dei suoi celebri versi. E mentre me ne tornavo a casa quel giorno ormai lontano, la poltrona di Molière continuava a occupare i miei pensieri. Così ho fatto qualche ricerca e ho scoperto che tra Molière e la poltrona c’è un legame storico.

Spostiamoci al Palais Royal. Nel foyer de La Comédie-Française, protetta da una teca in vetro, è esposta una poltrona un po’ male in arnese, che risale al XVII secolo, la stessa in cui Molière si sedeva durante le rappresentazioni e che fu utilizzata dalla sua compagnia fino al momento dello scioglimento, nel 1680 (la compagnia di Molière, quella del Théâtre du Marais e quella dell’Hôtel de Bourgogne si unirono a creare la Comédie-Française). La notte in cui Molière è morto, il 17 febbraio 1673, aveva appena terminato di interpretare proprio su quella poltrona l’ipocondriaco Argante, il celebre Malato Immaginario. Trasportato urgentemente a casa al termine dell’ultima scena, vi morì poche ore dopo.

Molière

E che ne fu della sua poltrona? Continuò a essere un attrezzo di scena e nei momenti in cui non veniva utilizzata sul palco se ne stava tranquilla nella sala riunioni degli attori, destinata ad accogliere le terga del più illustre tra di essi, una specie di seggio d’onore, insomma.

Non perse la sua funzione neppure con la creazione della Comédie-Française e il giorno dell’inaugurazione del nuovo teatro a Saint-Germain, l’attuale Odéon, il 12 aprile 1782, fu orgogliosamente portata in scena. Da quel momento, l’Odéon divenne la sua nuova casa e il suo valore simbolico si fece via via sempre più importante.

In occasione della rappresentazione della tragedia Charles IX, di Marie-Joseph Chénier, l’8 gennaio 1799, fu prestata al Théâtre de la République. L’addetto agli arredi dell’Odéon la consegnò con questa annotazione: “una poltrona in cattivo stato rivestita di pelle scura, che è appartenuta a Molière”. Il caso volle che per una negligenza amministrativa, non fosse stata ancora restituita quando nel mese di marzo al teatro dell’Odéon scoppiò un terribile incendio, che ne distrusse una buona parte. La poltrona di Molière si salvò e la sua aura leggendaria crebbe a dismisura.

Da una decina d’anni, ogni 15 gennaio, giorno in cui si ricorda il battesimo di Molière, una copia due volte più grande viene esposta per rendergli omaggio davanti a la Comédie-Française, in place Colette.

Molière

Ed ecco quindi che tutto diventa chiaro… Molière e la sua poltrona, due entità inseparabili.

Non so se l’architetto della fontana si sia ispirato a questo leggendario attrezzo di scena, ma sta di fatto che non avrebbe potuto scegliere un modo migliore di rappresentare il geniale maestro.

 

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