La Tour Eiffel, ponte tra Parigi e il cielo

Tour Eiffel: monument qui devait être provisoire, mais qui n’a jamais été démonté parce qu’on a perdu la boîte qui contenait les pièces

Marc Escayrol, Mots et Grumots (2003)

©Frammenti di Parigi

Si dice che la Tour Eiffel sia visibile da qualsiasi parte della città. Deve essere vero, perché ogni volta che alzo lo sguardo lei è lì.

Spunta tra i palazzi, ammicca sorniona, ti parla e non smette mai di ripetere Sono io la più bella.

È un punto di riferimento, la stella polare del flâneur, che percorre la città senza fretta, ma anche di chi invece fretta ce l’ha e misura con gli occhi la distanza che lo separa dalla meta.

Punti di osservazione

Se chiedete a un parigino quale sia il posto migliore per ammirarla, riceverete risposte molto diverse tra loro.

Ognuno ha la propria opinione, un luogo del cuore, la sua vista perfetta sulla Tour Eiffel.

Vanno molto orgogliosi della loro Torre gli abitanti di Parigi, di quel gigantesco campanile profano che collega terra e cielo. La Tour Eiffel scruta la città dall’alto, sorveglia, a volte s’indigna ed esprime il suo disappunto cambiando il colore delle luci.

©Frammenti di Parigi

Il mio punto d’osservazione preferito è il Parvis des droits de l’homme, meglio conosciuto come Esplanade du Trocadéro.

Si trova sulla riva opposta della Senna rispetto alla Torre, perché a volte è bene prendere le distanze.

Amo contemplarla nella sua interezza, da angolazioni diverse, bagnata di luce o con la testa tra le nuvole, dipinta con i colori del tramonto o sferzata dalla pioggia.

©Frammenti di Parigi
La più fotografata

Mi piace anche guardare la gente che fotografa la Tour Eiffel. C’è chi lo fa con semplicità, chi cercando inquadrature originali, oppure personali, che esprimano in un’immagine emozioni difficili da descrivere con le parole.

Mi siedo sulle scale e seguo uno dei tanti photo shoot. Non c’è fotografo professionista che si dispensi dal condurre qui i suoi clienti, siano essi sposi, modelli o intere famiglie: nessuno è immune al fascino della Signora.

Si cerca la posa migliore e clic: la Tour Eiffel farà per sempre da sfondo a un bacio, a un sorriso, a un’acrobazia da circo.

La Tour Eiffel da Montmartre
©Frammenti di Parigi

Questo succede al Trocadéro, un continuo flusso di vita, un’effervescenza dovuta alla presenza della Torre, che con la sua silhouette chiude l’orizzonte.

E pensare che la volevano demolire…

Una demolizione annunciata

Secondo il progetto, la Tour Eiffel doveva restare in piedi per una ventina d’anni e poi essere smontata.

Il suo creatore, Gustave Eiffel, riuscì a salvarla mettendone in evidenza l’utilità scientifica.

La tour Eiffel era un perfetto osservatorio meteorologico e astronomico, ma poteva facilmente prestarsi anche a esperimenti di fisica, a studi sul vento, alla comunicazione via telegrafo ottico e ad altre prodezze del genere.

Per incoraggiare la vocazione scientifica della Signora, fin dal 1889, anno della sua inaugurazione, vi furono installati diversi strumenti. Anemometri, barometri e parafulmini trovarono casa sulla Torre e lo stesso Eiffel conduceva esperimenti d’astronomia e fisiologia nel suo ufficio all’ultimo piano, vicino al cielo.

Questo dimostra che il papà della Tour Eiffel aveva messo in atto un piano per salvare la sua bambina ben prima di iniziare i lavori di costruzione.

Tour Eiffel
Le apparecchiature installate sulla cima ©www.toureiffel.paris.fr
Polemiche a non finire

Ancora prima che fosse completata, la Tour Eiffel era stata al centro di polemiche infuocate.

Dopo diversi articoli e pamphlet comparsi quando ancora si discuteva del progetto, nel 1887, a costruzione iniziata, arrivò la protesta degli Artisti. Tutti nomi importanti, tra cui Guy de Maupassant e Dumas figlio, Sully Prudhomme e Charles Gounod.

Sulla scia di un articolo di giornale firmato da questi uomini di lettere e d’arte, altri calcarono la mano trattando la Signora con poco rispetto.

Si arrivò a definirla un lampione, uno scheletro gigante e sgraziato, un’alta e magra piramide di ferro e addirittura una supposta piena di buchi. Che maleducati!

Caricatura di Gustave Eiffel con la Tour che porta il suo nome
Caricatura di Gustave Eiffel, 1887

E come se non bastasse, le proteste continuarono anche a Tour Eiffel terminata, nonostante il grande successo di pubblico riscosso durante l’Esposizione universale, per la quale era stata costruita. Due milioni di visitatori, un vero record.

Finalmente, verso il 1920, la Dame de fer divenne un simbolo di modernità e d’avanguardia.

Da allora, pittori, fotografi, cantanti, cineasti e coreografi le rendono costantemente omaggio.

Paris vue par la fenêtre, Marc Chagall ©www.toureiffel.paris.fr
Che Parigi sarebbe senza la sua Torre…

Sapreste immaginare Parigi senza la Tour Eiffel, che da vicino ti schiaccia con la sua imponente bellezza e da lontano ti seduce con le sue forme leggere?

La torre di guardia di Parigi, che parla al cielo della città ai suoi piedi e sussurra il suo nome al vento, perché lo porti con sé ovunque vada…

Parigi, Parigi, Parigi mormora la brezza che muove mari lontani, Parigi, Parigi, Parigi bisbiglia il venticello tiepido d’estate tra le foglie di ombrosi boschi di montagna.

La torre che s’accende di mille luci e brilla nel buio della notte, che parla di ecologia semplicemente spegnendosi. La torre a cui tutti guardiamo quando scende la sera per vederla scintillare i primi cinque minuti di ogni ora.

Potrebbe davvero esistere Parigi senza la tour Eiffel?

La Tour Eiffel dall'Esplanade du Trocadéro
©Frammenti di Parigi

  

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