La statua equestre di Henri IV e le scatole misteriose

Par mille bras trainé, ce lourd colosse roule…

tout un peuple a voué ce bronze à ta memoire


Victor Hugo, Odes et ballades
“Le rétablissement de la statue de Henri IV”

stampa del 1818: il pont Neuf

Oggi mi sento in vena di stranezze, perciò vi propongo di tornare sul Pont Neuf per dare un’occhiata un po’ più da vicino alla statua equestre di Henri IV, che svetta leggera proprio al centro del ponte e che può essere annoverata a pieno titolo nell’elenco delle bizzarrie parigine.

In occasione del restauro del 2004, infatti, al suo interno sono state trovate delle scatole misteriose, che contenevano altrettanto misteriosi tesori. Gli storici dell’arte tra voi mi diranno che era costume porre all’interno delle statue una “carta di fondazione”, ovvero un’iscrizione commemorativa, talvolta accompagnata da una medaglia coniata per l’occasione, ben sigillata in un tubo di piombo, eco della pietra d’angolo di più antica memoria, ma sette non vi sembrano troppe?

Per capire meglio quello che è accaduto, seguiamo il percorso travagliato del povero Henri IV e del suo cavallo e torniamo indietro fino al 1614: il re era stato da poco assassinato, quando l’augusta consorte, Maria de Medici, commissionò a Giambologna in quel di Firenze una statua in memoria del marito. Giambologna assecondò il desiderio della regina ma, ahimè, morì prima di aver terminato l’opera, che fu affidata all’allievo Pietro Tacca.

statua di Henri IV

Messer Tacca, per restare fedele al lavoro del maestro, usò per il cavallo lo stesso stampo della statua equestre del granduca Ferdinando e Maria de Medici fu accontentata. Una volta finita, la statua fu sistemata sul Pont Neuf secondo gli ordini della regina, che immaginava, a giusta ragione, l’alta frequentazione del nuovo ponte. Voleva che tutti potessero rendere omaggio al defunto re, molto amato dal suo popolo.

Fu la prima statua reale a essere posta in un luogo pubblico, dopodiché la cosa prese piede e i successori di Henri IV non esitarono a decorare la città con le loro effigi. La statua, naturalmente, aveva all’interno la sua carta di fondazione. Durante la Rivoluzione, però, fu distrutta, e la carta di fondazione finì agli Archivi Nazionali.

Giunto il tempo della Restaurazione, Luigi XVIII volle che il suo illustre antenato tornasse a presidiare il Pont Neuf. Così, nel 1818, fu inaugurata una nuova statua, la stessa che stiamo guardando adesso. Che dentro ci fosse qualcosa, lo si sapeva da vecchi documenti, ma mai nessuno avrebbe pensato di trovare, nascoste nella pancia del cavallo e nella testa e nelle braccia del suo cavaliere, ben sette scatole sigillate, che proteggevano documenti tra i più diversi tra loro.

il pont Neuf e la statua di Henri IV

Centottantasei anni dopo l’inaugurazione, l’allora ministro della cultura francese, aprì solennemente le scatole davanti alla stampa: contenevano ventisei medaglie, che ripercorrevano le tappe più importanti della vita di Henri IV, il resoconto di trasporto e inaugurazione della statua stessa, una copia della carta di fondazione di quella del 1614 e tre libri, che narravano la vita intensa del primo dei Borbone.

I tre cilindri nascosti nella testa del cavaliere, invece, apparvero da subito più misteriosi. Innanzitutto non se ne faceva parola nell’inventario degli oggetti inseriti nella statua (ritrovato in una delle scatole “ufficiali”). Sul coperchio di uno di essi, poi, era inciso il nome Mesnel.

statua di Henri IV vista da place Dauphine

Ora, dovete sapere che Monsieur Mesnel era il cesellatore incaricato di trasformare in bronzo l’opera dello scultore Lemot; era conosciuto per essere un simpatizzante di Napoleone Bonaparte e accanito antirealista e in molti, all’epoca, pensarono che avrebbe giocato qualche brutto tiro al povero Henri IV.

Mi sa che Luigi XVIII non doveva essere al corrente di questa sua reputazione, altrimenti avrebbe di certo cambiato cesellatore. Probabilmente era troppo impegnato a rimettere su le statue che i rivoluzionari avevano tirato giù e a sbarazzarsi di quelle che invece avevano messo su. Che confusione!

statua di Henri IV

Comunque, il primo dei cilindri abusivi conteneva una pergamena in buone condizioni con l’elenco degli operai che avevano contribuito alla realizzazione della statua sotto la direzione di Baltazar Mesnel, e le loro firme autografe; il secondo, una pergamena arrotolata che non si è potuto aprire, data la fragilità; infine, in quello col nome di Mesnel inciso sul coperchio, è stato trovato, attaccato alle pareti con colla animale, un pezzettino di pergamena, o forse carta o tessuto, che in molti pensano possa essere una sorta di “reliquia” di Napoleone, poiché si usava proteggere con questo genere di colla oggetti troppo piccoli, che avrebbero potuto facilmente deteriorarsi.

Per il momento, però, in attesa di ulteriori analisi, il mistero permane e l’unico atto rivoluzionario certo compiuto da Mesnel è la lista degli operai inserita all’insaputa di tutti. Che cosa ci sarà nella pergamena non ancora aperta? I più cospirazionisti optano per un libello antirealista, come racconta la leggenda, avvolto attorno a un’effige di Napoleone. E chissà che un giorno la leggenda diventi realtà… Per intanto continuiamo a passeggiare sul Pont Neuf aguzzando la vista, perché il ponte più vecchio di Parigi ha ancora molte cose da svelare.

Pont Neuf con statua di Henri IV

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