L’Hôtel Biron e il musée Rodin

Anche se non fosse sede del musée Rodin, l’Hôtel Biron, con i suoi parquet scricchiolanti, le grandi finestre a carreaux che inondano le stanze di luce naturale, le boiseries scolpite, i lampadari di cristallo, i colori smorzati e il profumo di passato che aleggia ovunque, meriterebbe un’accurata esplorazione. È uno di quei luoghi che incantano e confondono, che riempiono di meraviglia.

E le collezioni esposte non fanno che rendere la magia più potente: due piani densi, con opere di Rodin e di Camille Claudel, sua allieva, musa, amante, accompagnate da pitture, sculture e antichità, che facevano parte della collezione privata di Auguste.

Se ancora non bastasse, l’Hôtel Biron ha anche un bellissimo parco di tre ettari, dove si può passeggiare in un roseto profumatissimo, ammirare sculture come Il Pensatore e cogliere sullo sfondo il luccichio dorato della Dôme des Invalides, sedersi a mangiare qualcosa al cafè-restaurant, o solo fermarsi e respirare.

Insomma è un luogo ad alto rischio, da dove, una volta entrati, è difficilissimo uscire.

Hôtel Biron, sala al piano terra
© musée Rodin
Petite histoire dell’Hôtel Biron

Il ricco finanziere Abraham Peyrenc de Moras commissionò la costruzione di un hôtel particulier in rue de Varenne all’architetto del re Jean Auber. Edificato tra il 1727 e il 1737, rispetta perfettamente lo stile rocaille, di gran moda all’epoca. Situato ai margini dell’agglomerato urbano, l’hôtel era allo stesso tempo una residenza di città e una dimora di vacanza.

Purtroppo monsieur Peyrenc de Moras morì nel 1732, prima che fossero terminati i lavori.

Facciata dell'Hôtel Biron, disegno
© musée Rodin

Nel 1736, la vedova affittò l’hôtel alla duchessa del Maine, Anne-Louise Benedicte de Bourbon, che apportò qualche modifica interna e fece realizzare un’elegante boiserie. Alla morte della duchessa, nel 1753, madame Peyrenc de Moras decise di vendere la proprietà, che fu acquistata da Louis-Antoine de Gontaut, conte e poi duca di Biron, maresciallo di Francia dal 1757, dal quale l’hôtel prenderà il nome.

I lavori che il nuovo proprietario intraprese riguardarono principalmente il parco, che fu annoverato tra i più belli e famosi di Parigi. Ne raddoppiò la superfice, fece aggiungere il bacino circolare e trasformò una parte del giardino, strutturato alla francese, in giardino all’inglese.

A partire dal 1788 l’hôtel cambiò più volte proprietario e si succedettero numerosi affittuari, ognuno dei quali volle cambiare qualcosa.

Nel 1820, la duchessa di Charost vendette l’hôtel Biron a tre religiose, tra le quali figurava la fondatrice della Société du Sacré-Coeur de Jésus, Madeleine-Louise Sophie de Barat. Quest’ultima lo trasformò in un collegio femminile, operando numerosi cambiamenti, finanziati con la vendita dei decori interni, boiseries incluse.

La Société du Sacré-Coeur fu sciolta nel 1904 e costretta a cedere tutte le proprietà immobiliari.

Rodin a l’Hôtel Biron

In attesa di essere venduto, l’hôtel Biron e le dépendances furono affittate. Tra i nuovi inquilini c’erano molti artisti: lo scrittore Jean Cocteau, il pittore Henri Matisse, la danzatrice Isadora Duncan, la scultrice Clara Westhoff, moglie del poeta Rainer Maria Rilke, un tempo segretario di Rodin, che fece conoscere allo scultore, ormai famoso, questo luogo decadente e pieno di fascino.

Nel 1908 Rodin prese in affitto quattro stanze al piano terra per il suo atelier. Il giardino era selvaggio, lasciato all’abbandono da quando la congregazione se ne era andata. A Rodin piacque e decise di sistemarvi alcune sue opere e una parte della sua collezione privata.

Hôtel Biron, fotografia del 1910
Charles Berthelomier, L’Hôtel Biron, côté jardin, vers 1910 © musée Rodin
Rodin il disubbidiente

Nel 1911 l’hôtel Biron fu venduto allo Stato, che intendeva trasferirvi alcuni uffici del ministero dell’Istruzione. Tutti gli occupanti lasciano i loro appartamenti, tranne Rodin, che rifiutò di andarsene.

Propose invece allo Stato di donare l’intero corpus delle sue opere e la collezione di antichità, affinché l’hôtel Biron diventasse il museo Rodin, e sua residenza privata fino alla morte.

Lo Stato accettò la proposta e il museo fu inaugurato nel 1919.

Hôtel Biron, sala del museo
© musée Rodin
Auguste Rodin

Considerato uno dei più grandi scultori di sempre e il padre della scultura moderna, Rodin nacque in un quartiere povero di Parigi nel 1840. Appena adolescente, riuscì a convincere il padre ad iscriverlo all’École imperiale de dessin et mathématique, cominciando così la sua formazione artistica. Qualche anno più tardi tentò di entrare all’École des Beaux Arts, ma per tre volte fu respinto. Fu ammesso solo nel 1854.

Nel 1864 incontrò per la prima volta Rose Beuret, che diventerà la sua compagna e gli resterà accanto per tutta la vita. Due anni più tardi, dalla relazione nacque Auguste Éugene, che prese il cognome della madre. Rodin sposerà Rose solo nel 1917, anno in cui morirono entrambi.

Ritratto fotografico di Auguste Rodin
Auguste Rodin

Il successo di Rodin non fu immediato. Le sue sculture, che davano l’impressione di essere incomplete, erano una novità assoluta per l’epoca e perciò giudicate fuori dai canoni, troppo rivoluzionarie.

Nel 1875 presentò al Salon quella che lui stesso definì “la prima buona scultura”, L’Homme au nez cassé , che però passò inosservata. Ciononostante, la fama di Rodin cominciò a consolidarsi.

Scultura. l'homme au nez cassé
L’homme au nez cassé

Nel 1883, conobbe Camille Claudel. Sedotto dal temperamento focoso e dal talento della giovane allieva, cominciò con lei una relazione intensa e tormentata, che lo segnerà per la vita.

Intanto il suo prestigio cresceva. Ricevette incarichi e nomine importanti e alcune commissioni da parte dello Stato. Molto conosciuto e apprezzato anche all’estero, espose in vari paesi, tra cui gli Stati Uniti, facendosi così conoscere da una clientela ricca, che faceva a gara per avere una sua opera.

Il periodo duro degli inizi era ormai solo un ricordo.

Rodin, Le Baiser
Le baiser

Clic qui per un piccolo tour virtuale del museo e dei giardini.

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