Delamain, la libreria più antica di Parigi

Delamain, j’y vais parfois pour rien, en me demandant pourquoi j’y vais. Je cherche un prétexte, j’abandonne le prétexte. J’y vais comme une envie pressante. C’est comme ça. J’y vais. Je ressors avec un ou deux livres.

Ça va mieux…

Denis Podalydès, attore, regista, socio della Comédie française

Conoscete la libreria Delamain? Scommetto che ci siete passati davanti, che vi siete fermati a sfogliare i libri negli espositori esterni e avete fatto ruotare quelli delle cartoline. Scommetto che avete incollato il naso alle vetrine, sempre dense di proposte, bellissime, avete dato una sbirciatina all’interno, tentati di entrare.

Sì, lo so, in place Colette ci sono sempre mille cose da fare. Fotografare il Kiosque des noctambules, che non si sa mai da quale angolazione inquadrare, ammirare la facciata della Comédie française e lo shop del teatro, dove io comprerei tutto, sedersi per un caffè a Le Nemours, come Angelina Jolie in The Tourist, fermarsi a guardare le coppie che ballano il tango o ascoltare un concerto improvvisato.

Il tempo, però, è sempre poco. Lo sguardo accarezza una delle piazze più chic di Parigi, mentre pensiamo al da farsi, e alla fine ci dirigiamo verso i giardini del Palais Royal, trascurando la libreria.

Ma Delamain non è una libreria qualunque. Delamain è la libreria più antica di Parigi. Perciò, forza, entriamo!

© Delamain
Petite histoire

Eh sì, la signora, pur essendo bellissima, frizzante e piena di vita, ha una certa età. Fondata nel XVIII secolo da André Cailleau, Delamain ha più di tre secoli di storia alle spalle.

La sua avventura è cominciata proprio al Palais Royal, dove ha avuto sede per un centinaio d’anni, finché l’incendio del teatro della Comédie française, nel 1900, che danneggiò buona parte dei locali adiacenti, non la costrinse al trasferimento.

Ma era troppo affezionata per allontanarsi. Così, nel 1906, aprì i battenti al 155 di rue Saint-Honoré, al piano terra dell’Hôtel du Louvre, proprio di fronte al colonnato che la ospitava prima e dove si trova tuttora la Comédie française.

All’inizio del XX secolo, la libreria apparteneva alle edizioni Stock. Nel 1921 fu ceduta a Maurice Delamain e Jacques Chardonne (Boutelleau era il vero cognome) e prese allora il nome di Delamain, Boutelleau e compagnie. Dopo varie peripezie, la guerra, le difficoltà, nel 1986 la libreria entrò a far parte delle éditions Gallimard.

Il nome Delamain però è rimasto.

I Dealmain erano una famiglia di eruditi, di formazione umanista e di fede ugonotta, originari della Charente. Tra i membri più illustri della famiglia ci sono tre scrittori, due dei quali hanno ricevuto un prestigioso premio dell’Académie française, Jacques e Maurice. Robert, storico, è autore dell’Histoire du cognac e non a caso. I Delamain sono famosi non solo come librai-editori, ma anche come produttori di un prestigioso cognac.

Delamain, vetrina
© Delamain

Di recente, la libreria ha rischiato il trasferimento, o peggio, la chiusura. I nuovi proprietari dell’Hôtel du Louvre e dei locali occupati da Delamain, una società del Qatar, avevano proposto un forte aumento del canone d’affitto. Il mondo culturale ha gridato allo scandalo e persino l’Académie française si è interessata ai fatti. Alla fine, i proprietari dell’edificio e i titolari della libreria hanno raggiunto un accordo.

Libreria di quartiere

Non è un caso che la possibilità della chiusura di Delamain abbia indignato l’intera Parigi. Sono molti, infatti, i personaggi illustri che la frequentavano abitualmente. Maupassant, George Clemenceau, Léon-Paul Fargue, solo per citarne alcuni.

Più recentemente, tra i clienti di Delamain c’erano Jean Cocteau e Colette, che abitavano al Palais Royal (qui l’articolo), Louis Aragon, il presidente Mitterrand e le sue quattro guardie del corpo, che si disponevano attorno al loro protetto nel modo più discreto possibile. Il presidente era un appassionato bibliofilo e sapeva che da Delamain avrebbe trovato proprio quell’edizione rara che stava cercando.

Lo scrittore Emmanuel Berl, con l’immancabile sciarpa bianca attorno al collo, comprava il tabacco accanto alla libreria e poi non mancava mai di entrare da Delamain per passare qualche ora piacevole in mezzo ai libri, incapace di uscire a mani vuote. Colette, negli ultimi anni di vita, quando ormai era costretta a letto, mandava da Delamain la sua governante con una lunga lista di libri da acquistare.

Delamain, esposizione
© Delamain

Nel 1955, un giovane regista entrò nella libreria in cerca d’ispirazione e ne uscì con un libro, che qualche tempo dopo decise di adattare per il cinema. Era François Truffaut, che da Delamain aveva scoperto Jules e Jim.

La libreria oggi

Famosa per il personale gentile e molto preparato, Delamain è una libreria molto frequentata. Non è raro incontrare scrittori, consiglieri di Stato, che hanno l’ufficio al Palais Royal, attori della Comédie française. Tutti a Parigi sanno che è il luogo giusto per scovare piccoli tesori, libri fuori catalogo, libri introvabili. Si viene anche solo per risollevare un po’ lo spirito, perché lo charme delle vecchie scaffalature, l’odore di carta e inchiostro la fanno assomigliare a una biblioteca di altri tempi.

Come sempre accade nei luoghi che hanno una lunga storia alle spalle, qui si respira un’aria speciale. Lo spirito di chi ha passeggiato prima di noi nei corridoi di Delamain è ancora presente, aleggia nelle stanze, fa capolino tra i libri, trasuda dai muri. Ecco perché aggirarsi tra gli scaffali qui ha un sapore diverso. È un’emozione viscerale, indescrivibile, che nessuna libreria moderna, per quanto bellissima, è in grado di suscitare.

Perciò, la prossima volta che passerete da place Colette, entrate! Parola mia, non ve ne pentirete!

Delamain, interni
© Delamain

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