Profumo di menta e zafferano nel cuore di Parigi

Nell’ articolo dedicato al Jardin des Plantes, vi ho parlato di una sala da tè un po’ speciale, che si trova vis à vis con la Grande Galerie de l’Évolution, dove è piacevole riposarsi dopo aver percorso in lungo e largo l’orto botanico, con le sue serre, i musei e la ménagerie.

Oggi vorrei invitarvi a entrare con me in questo locale dal sapore esotico, vestito di colori che parlano di terre lontane, avvolto dal profumo di spezie e miele, dove aleggiano vapori dolci e leggeri di tabacco e frutta, il Café Maure.

Il Café Maure

Appena varcato l’arco moresco che si apre nel muro candido della Grande Mosquée de Paris, vi sentirete un attimo spaesati: la terrasse, con le sue pareti dipinte di azzurro e verde acqua, le maioliche, i tavoli con il piano in mosaico e le poltroncine di rattan blu, i clienti che fumano la sisha vi faranno pensare di essere entrati in un caffé di Marrakech, dove ci si siede per sfuggire al caldo e alla confusione della città.

Non fermatevi, salite le scale e proseguite verso il patio. Qui troverete una fontana color stucco affollata di fiori e passerotti, grandi vassoi di rame, usati come tavoli, e quell’atmosfera rilassata e familiare, tipica dei paesi del maghreb. Com’è lontana Parigi…

Il Café Maure

Se siete venuti per il pranzo e la stagione lo consente, sedetevi a uno di questi tavoli un po’ traballanti e condividete lo spazio con i passerotti; se invece preferite esplorare gli interni, varcate l’arco di legno di cedro e non ve ne pentirete.

Troverete tre alcove realizzate nella più pura tradizione orientale e vi chiederete come mai le tatuatrici all’henné non sono ancora arrivate. Vi accomoderete in uno dei divanetti rivestiti di tessuto rosso, cercando con gli occhi gli incantatori di serpenti, i musicisti, i danzatori Chleuh, attenderete i maghi e i chiromanti, che vi prediranno il futuro, proprio come in piazza Jamaa el Fna, a Marrakech… Ops, dimenticavo, siamo ancora a Parigi.

Il Café Maure

Direi che a questo punto possiamo ordinare. Vi propongo un couscous légumes, se volete restare leggeri e lasciare un posticino per il dessert, ma se non le avete mai assaggiate, provate le salsicce speziate di manzo e montone, le rosse e piccanti merguez, o le kefta, le tradizionali polpette di carne, che qui servono accompagnate dal couscous o nelle tajines, al sugo con verdure. Quando vi troverete davanti al menu, non avrete che l’imbarazzo della scelta.

A fine pasto gradirete di sicuro un tè alla menta, deliziosamente zuccherino, e magari uno o due pasticcini orientali, che proprio “ini” non sono. Vi porteranno un vassoio enorme pieno di invitanti dolcetti e vi lasceranno scegliere ciò che preferite: corno di gazzella, shebakia, baklava, dolcetti al cocco, pistacchio…

La tentazione, una volta rimasti soli a tu per tu con il vassoio gigante, è quella di riempire il piatto, ma resistete, o non vi alzerete più dalla sedia. Avete ancora tante cose da fare a Parigi. Il tè vi sarà servito nella classica teiera argentata e versato dall’alto nel bicchiere, perché sprigioni tutto il suo aroma. Che delizia…

profumo

Se invece capitate qui all’ora del tè, potete decidere se sedervi alla terrasse, che fa solo servizio café, oppure nel patio o nelle sale interne, che fanno invece parte del ristorante, (il cui nome preciso sembra sia Aux portes de l’Orient, anche se tutti lo conoscono come Café Maure).

Prima, però, mettetevi in fila davanti al banco dei dolci, che si trova proprio tra i due, acquistate i pasticcini che desiderate, pagate e poi scegliete il posto che più vi piace. Un cameriere, che si aggira tra i tavoli con un enorme vassoio stracolmo di bicchierini di tè bollente, verrà da voi e vi chiederà quanti ne volete. Anche qui si paga “alla consegna”, ma potete fare il bis tutte le volte che volete.

Il Café Maure

E se ancora non siete sazi di percorrere le strade della medina, concedetevi qualche ora nell’Hammam, dove al momento del vostro arrivo potrete riservare un massaggio o un trattamento per il corpo. Non vi sembra un viaggio nel paese delle meraviglie? E senza neanche muovervi da Parigi!

3 Comments

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