Un tè alla menta alla Moschea

Quello del salon de thé della Moschea è, a mio parere, il migliore tè alla menta di Parigi. Dolce, caldissimo, profumato di menta spicata, la più aromatica.

E il locale è all’altezza di questa delizia. Un luogo dal sapore esotico, vestito di colori che parlano di terre lontane, avvolto dal profumo di spezie e miele, dove aleggiano vapori dolci di tabacco e frutta.

Il tè alla menta servito nei classici bicchieri di vetro
©Frammenti di Parigi
Una certa aria di Marrakech

Appena varcato l’arco moresco dell’ingresso, vi sentirete un attimo spaesati: la terrasse, con le sue pareti dipinte di azzurro e verde acqua, le maioliche, i tavoli con il piano in mosaico e le poltroncine di rattan blu, i clienti che fumano la sisha vi faranno pensare di essere entrati in un caffè di Marrakech.

Non fermatevi, salite le scale e proseguite verso il patio. Qui troverete una fontana color stucco affollata di fiori e passerotti, grandi vassoi di rame, usati come tavoli, e quell’atmosfera rilassata e familiare, tipica dei paesi del maghreb.

Com’è lontana Parigi…

Il Café Maure
©Francine Vernez
Scenografie da Mille e una notte

Se siete venuti per il pranzo e la stagione lo consente, sedetevi a uno di questi tavoli un po’ traballanti e condividete lo spazio con i passerotti; se invece preferite esplorare gli interni, varcate l’arco di legno di cedro. Non ve ne pentirete.

Troverete tre alcove realizzate nella più pura tradizione orientale e vi chiederete come mai le tatuatrici all’henné non sono ancora arrivate.

Vi accomoderete in uno dei divanetti rivestiti di tessuto rosso, cercando con gli occhi gli incantatori di serpenti, i musicisti, i danzatori Chleuh. Attenderete i maghi e i chiromanti, che vi prediranno il futuro, proprio come in piazza Jamaa el Fna, a Marrakech…

Ops, dimenticavo, siamo ancora a Parigi.

Bicchieri per il tè alla menta
©Restaurant de la Mosquée
Sul menu

Direi che a questo punto possiamo ordinare. Quando vi troverete davanti al menu, non avrete che l’imbarazzo della scelta.

Vi propongo un couscous légumes, se volete restare leggeri e lasciare un posticino per il dessert.

Se, però, non le avete mai assaggiate, provate le salsicce speziate di manzo e montone, le rosse e piccanti merguez, o le kefta, le tradizionali polpette di carne, che qui servono accompagnate dal couscous o nelle tajines, al sugo con verdure.

A fine pasto gradirete di sicuro un tè alla menta, deliziosamente zuccherino, e magari uno o due pasticcini orientali, che proprio “ini” non sono.

Vi porteranno un vassoio enorme pieno di invitanti dolcetti e vi lasceranno scegliere ciò che preferite: corno di gazzella, shebakia, baklava, dolcetti al cocco, pistacchio…

©Frammenti di Parigi

La tentazione, una volta rimasti soli a tu per tu con il vassoio gigante, è quella di riempire il piatto. Il tè vi sarà servito nella classica teiera argentata e versato dall’alto nel bicchiere, perché sprigioni tutto il suo aroma. Che delizia…

Il Salon de thé

Se invece capitate qui all’ora del tè, potete decidere se sedervi alla terrasse, che fa solo servizio café, oppure nel patio o nelle sale interne, che fanno invece parte del ristorante.

Prima, però, mettetevi in fila davanti al banco dei dolci, che si trova proprio tra i due. Acquistate i pasticcini che desiderate, pagate e poi scegliete il posto che più vi piace.

Un cameriere, che si aggira tra i tavoli con un enorme vassoio stracolmo di bicchierini di tè bollente, verrà da voi e vi chiederà quanti ne volete. Anche qui si paga “alla consegna”, ma potete fare il bis tutte le volte che volete.

I passerotti nella fontana ©Frammenti di Parigi

E se ancora non siete sazi di percorrere le strade della medina, concedetevi qualche ora nell’Hammam, dove al momento del vostro arrivo potrete riservare un massaggio o un trattamento per il corpo. Il tè alla menta è incluso nel biglietto d’ingresso.

Non vi sembra un viaggio nel paese delle meraviglie? E senza neanche muovervi da Parigi!

Il Restaurant de la Mosquée si trova proprio davanti al Jardin des Plantes (clic qui per l’articolo), al 39 di rue Geoffroy Saint-Hilaire.

2 Comments

  1. Pingback: Ogni cosa in Francia è un pretesto per una buona cena. – La Casetta del Merlo

  2. Pingback: Viaggio di un tajine da Parigi alla Valle d’Aosta: il pollo con prugne, mandorle e cous cous della Grande Mosquée. – La Casetta del Merlo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to Top