Rue de Furstemberg: una via che si dà arie da piazza

Tra le numerose pieghe del quartiere Saint-Germain-des-Prés, proprio dietro l’omonima chiesa, si nasconde una piazza piccola, piccola. Silenziosa, quasi modesta, terribilmente chic. Un altro di quei gioielli poco vistosi che racchiudono in sé fascino più intimo e segreto di Parigi.

In realtà, non si tratta di una piazza vera e propria, ma piuttosto di una via, che si apre in uno slargo, rue de Furstemberg. Nome alquanto curioso per la toponomastica parigina, ma che, come sempre, affonda le radici nella storia.

I terreni su cui sorge la via appartenevano all’abbazia di Saint-Germain-des-Prés. Dal 1697 al 1704, il priore dell’abbazia fu il cardinale Guillaume-Egon de Fürstenberg. È stata sufficiente qualche piccola modifica per rendere l’imponente cognome un po’ più francese, et voilà: rue de Furstemberg ha visto la luce.

le paulonie svettano su rue de Furstemberg
© Frammenti di Parigi

Proprio qui, tra gli edifici che proteggono la petite place, si trovava l’avant cour del palazzo abbaziale, che ancora oggi chiude maestoso la strada. Vi si trovavano i communs, i fabbricati che ospitavano al piano terra le rimesse e le scuderie e ai piani alti gli alloggi della servitù.

Un quadratino pieno di charme

Oggi l’antica rue de la Paroisse è un quadratino pieno di charme con un’isola rotonda al centro, su cui svettano quattro paulonie.

Non ci sono panchine, ma il bordo del marciapiede è sufficientemente alto per potersi sedere e ascoltare con tutta calma le storie che questa strada ha da raccontare.

Nella sua quiete, a pochi passi dal trafficato boulevard Saint-Germain con i suoi caffè famosi, risuona ancora l’eco delle ruote dei carretti sul selciato, il rumore degli zoccoli dei cavalli, le voci di servi e impiegati rimbalzano tra le pareti degli edifici. Dalla chiesa di Saint-Germain-des-Prés giunge fino a noi la rassicurante cantilena delle preghiere dei monaci. Sentite?

le paulonie che si intravedono da un portone aperto
© Frammenti di Parigi
Elementi in armonia

Accomodatevi meglio sulla vostra seduta improvvisata e osservate la perfetta armonia che lega tra loro gli elementi di questa piazza non piazza. 

Notatene i dettagli, primo tra tutti il lampione a cinque bracci, che si pavoneggia sulla sua colonnina di pietra di Parigi, strizzando l’occhio al palazzo abbaziale. Non potrete resistere all’impulso di ritrarli insieme nelle vostre foto, sono fatti l’uno per l’altro.

Alzate gli occhi verso le paulonie che si contendono il cielo con i palazzi. Sono alberi dalle origini esotiche, che scandiscono lo scorrere del tempo e delle stagioni: i rami nudi dell’inverno disegnano volute contro le facciate chiare nell’ombra del giorno che muore. I fiori, a primavera, tingono la piazza di rosa e di buon umore; man mano che la stagione avanza, le grandi foglie a forma di cuore prendono il loro posto, proteggendo gli innamorati, che vengono a rifugiarsi qui. L’estate porta con sé dei buffi frutti, grossi baccelli rigonfi di vita, che si allungano fiduciosi verso il terreno.

il lampione a cinque bracci di rue de Furstemberg
© Frammenti di Parigi

E così, in ogni stagione, rue de Furstemberg appare sempre diversa, mostrando aspetti di sé che aveva tenuti nascosti. non per pudore, ma per malizia, come una bella donna che non si svela mai completamente.

Inquilini illustri

Se siete anche voi tra coloro che soccombono al fascino di questa via, tanto da tornare qui a ogni cambio di stagione, sappiate che siamo in buona compagnia: non è difficile incontrare seduti a gambe incrociate in un angolo artisti con album e matite.

E sono molti quelli che vi hanno abitato, come Balthus, Maillart, o Bazille e Monet, che hanno condiviso un atelier al numero 6, proprio nell’edificio dove Eugène Delacroix visse gli ultimi anni della sua gloriosa vita.

Il suo appartamento è oggi un museo, intimo e suggestivo, che merita senz’altro una visita, ma questa è un’altra storia… (qui troverete l’articolo dedicato al museo Delacroix)

il sole che filtra tra le paulonie in rue de Furstemberg
© Frammenti di Parigi

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2 Comments

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