Il tempo e le paulonie

Tra le numerose pieghe del quartiere di Saint-Germain-des-Prés, l’abito più seducente di Parigi, quello che indossa quando vuole essere irresistibile, proprio dietro l’omonima chiesa, si nasconde una piazza piccola piccola, un altro di quei gioielli poco vistosi che si perdono tra i più noti e brillanti, ma che racchiude in sé il fascino più intimo e segreto di questa città. Silenziosa, quasi modesta, terribilmente chic.

In realtà non si tratta di una piazza vera e propria, ma piuttosto di una via, che si apre in uno slargo, la rue de Furstemberg, nome alquanto curioso per la toponomastica parigina, ma che, come sempre, affonda le sue radici nella storia: il cardinale Guillaume-Egon de Fürstenberg fu infatti priore dell’abbazia di Saint-Germain-des-Prés dal 1697, abbazia alla quale apparteneva il terreno su cui sorge la via. Qualche piccola modifica per rendere l’imponente cognome un po’ più francese et voilà, il gioco è fatto.

Proprio qui, tra gli edifici che proteggono la petite place, si trovava l’avant cour del palazzo abbaziale, che ancora oggi chiude maestoso la strada, con gli edifici comuni, che ospitavano al piano terra le rimesse e le scuderie ed ai piani alti gli alloggi della servitù.

Oggi l’antica rue de la Paroisse é un quadratino pieno di charme con un’isola rotonda al centro, su cui dominano quattro paulonie. Non ci sono panchine, ma il bordo del marciapiede è sufficientemente alto per potersi sedere ed ascoltare con tutta calma le storie che la piazza (la chiameremo così per comodità) ha da raccontare. Nella quiete di questa via poco conosciuta, a pochi passi dal trafficato boulevard Saint-Germain con i suoi famosi caffé, risuona ancora l’eco delle ruote dei carretti sul selciato, il rumore degli zoccoli dei cavalli, le voci di servi e impiegati rimbalzano tra le pareti degli edifici, dalla chiesa di Saint-Germain-des-Prés giunge fino a noi la rassicurante cantilena delle preghiere dei monaci. Sentite?

Accomodatevi meglio sulla vostra seduta improvvisata ed osservate la perfetta armonia che lega tra loro gli elementi di questa piazza non piazza. Notatene i dettagli, primo tra tutti il lampione a cinque braccia, che si pavoneggia sulla sua colonnina di pietra di Parigi, strizzando l’occhio al palazzo abbaziale. Non potrete resistere all’impulso di ritrarli insieme nelle vostre foto, sono fatti l’uno per l’altro.

Alzate gli occhi verso le paulonie che svettano alte, contendendosi il cielo con i palazzi. Sono alberi dalle origini esotiche, che marcano senza bisogno di parole lo scorrere del tempo e delle stagioni: i rami nudi dell’inverno disegnano volute contro le facciate chiare nell’ombra del giorno che muore; i fiori a primavera tingono la piazza di rosa e di buon umore e man mano  che la stagione avanza, le grandi foglie a forma di cuore prendono il loro posto, proteggendo gli innamorati, che vengono a rifugiarsi qui; l’estate porta con sé dei buffi frutti, grossi baccelli rigonfi di vita, che si allungano fiduciosi verso il terreno. E così, ad ogni stagione, la rue de Furstemberg appare sempre diversa, mostrando aspetti di sé che aveva tenuti nascosti, non per pudore, ma per malizia, come una bella donna che non si svela mai completamente, rivelando ai nostri occhi piccoli scorci di una Parigi incantatrice, che non smette mai di sussurrare al cuore.

E se siete anche voi tra coloro che soccombono al fascino di questa via, tanto da tornare qui ad ogni cambio di stagione, sappiate che siamo in buona compagnia: non è difficile incontrare seduti a gambe incrociate in un angolo artisti con album e matite, e sono molti quelli che hanno vi hanno abitato, come Balthus, Maillart, o Bazille e Monet, che hanno condiviso un atelier al numero 6, proprio nell’edificio dove Eugène Delacroix visse gli ultimi anni della sua gloriosa vita. Il suo appartamento è oggi un museo, intimo e suggestivo, che merita senz’altro una visita, ma questa è un’altra storia…

 

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